Due sampierdarenesi… all’Isola di Capraia

Di Mirco Oriati & Rossana Rizzuto

Forte San Giorgio

Arrivare alla Capraia sul finire di settembre, in una giornata dal sapore di fine estate, vuol dire cogliere uno dei tanti aspetti di naturale bellezza che quest’isola è in grado di mostrare in ogni momento dell’anno. Ce lo ricorda l’ondeggiare al vento di una distesa di meravigliose scille marittime che, come tanti alti pennacchi, animano questo angolo di macchia mediterranea e, sfoggiando la loro bianca infiorescenza settembrina, paiono ricordare l’imminenza dell’autunno.

Capraia mostra una struttura recettiva sapientemente dimensionata alla sua realtà di circa 300 abitanti, raccolti attorno al grazioso porto e al borgo antico situato ad appena 800 metri di distanza. Tutto evidenzia una rara attenzione a non snaturare l’irrinunciabile caratteristica di bellezza selvaggia dell’isola: una difficile alchimia sospesa tra il salvaguardare ed il valorizzare il territorio, anche turisticamente, che pare perfettamente riuscita. Posta a cavallo del Mar Ligure e del Mar Tirreno, la terza per grandezza tra le isole dell’arcipelago toscano, ben più vicina alla Corsica (16 miglia) che alle coste toscane (36 miglia), Capraia è oggi provincia di Livorno. Eppure, in passato, il rapporto tra la Nazione genovese e l’isola fu particolarmente intenso e può essere fatto risalire al tempo delle lotte fra le repubbliche marinare, quando importante era detenere la supremazia nel Mar Tirreno; il legame politico ed economico venne poi ad instaurarsi nel 1506 con l’istituzione sull’isola del Governo delle compere di San Giorgio. Dopo una breve cessione alla Francia nel 1768, la piccola isola tornò alla Superba nel 1771 continuando a rappresentare per Genova un importante sito dal quale attuare il controllo e la gestione dei suoi traffici commerciali con il Regno delle due Sicilie. In particolare, fu proprio grazie al Banco di San Giorgio, nel XVI secolo, che vennero fatti i primi cospicui investimenti nel rafforzamento delle opere di difesa militare, attraverso la realizzazione della fortezza di San Giorgio e di una serie di torri costiere che ancora oggi possiamo ammirare. Proprio a questo antico forte genovese, che nella zona prospiciente ospita un’area interamente occupata da palmenti, importante testimonianza mediterranea di struttura costituita da vasche scavate nella roccia, un tempo utilizzate per la pigiatura dell'uva e la produzione del vino, vogliamo volgere una considerazione. Forte San Giorgio, passando attraverso varie vicissitudini, tra le quali un drammatico crollo che lo interessò nel 1853 a causa del cedimento di alcune grotte sottostanti, nel dopoguerra venne riadattato per un po’ di tempo ad uso alberghiero, per poi essere sostanzialmente lasciato in stato di abbandono nel corso di vari ed infruttuosi passaggi di proprietà: negli ultimi anni, acquisito da privati, è stato fortunatamente oggetto di importanti opere di recupero. Pur sottolineando l’importanza dell’intervento di ristrutturazione, non essendoci risultata chiara la sua destinazione finale, l’augurio è che la struttura possa non incappare in utilizzi del tutto impropri alla sua natura di testimonianza storica e che pertanto pur assolvendo a logiche di mercato talora necessarie, l’intelligenza umana brilli una volta di più consentendo adeguati margini di accessibilità al visitatore o che magari una piccola area venga destinata a museo della fortezza.

Da questi brevi cenni emerge chiara la memoria storica che lega saldamente Genova alla Capraia, legame consolidato ancor più dal fatto che dopo il congresso di Vienna del 1815, per più di un secolo, l’isola divenne parte della provincia di Genova per poi venirne distaccata il 15 novembre 1925, per regio decreto, ed essere accorpata alla provincia di Livorno. La chiesa parrocchiale, intitolata a San Nicola vescovo, costruita nel 1759, continuò invece a dipendere dall’Archidiocesi di Genova sino al primo gennaio 1977. A valle di tutto ciò, Alessandro Repetto, presidente della provincia di Genova, lo scorso aprile ha fatto ancora in tempo a farsi artefice della delibera unanime del consiglio provinciale per la concessione all’Isola di Capraia del titolo di comune onorario della provincia di Genova: la quinta dopo Carloforte, Calasetta, Voltaggio, e Sant’Agata Feltria. Il carattere dell’iniziativa ha avuto un valore assolutamente simbolico, ma rappresenta senza dubbio un omaggio alla nostra storia ed assume un profondo significato nel ribadire il legame antico esistente fra Capraia e Genova.

(articolo pubblicato sul "Gazzettino Sanpierdarenese", Anno XLI, n.9, 31 ottobre 2012)

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