La terracotta capraiese

Di Roberto Moresco

Negli ultimi decenni del Settecento gli uomini di Capraia vedono venire meno i proventi dei traffici e del commercio che avevano generato un crescente benessere della polopazione con un rapido incremento della popolazione. Iniziò, quindi, una fase di impoverimento, con conseguente emigrazione della maggior parte degli uomini validi, emigrazione che si protrae per tutto l'ottocento. Alle donne rimaste sole sull'isola vennero molto spesso a mancare i mezzi di sostentamento per loro e i loro figli. Da qui, la spinta a individuare una fonte di guadagno che permettesse loro di acquistare i beni di prima necessità, specialmente nelle annate in cui la produzione agricola fosse scarsa a causa delle avverse condizioni climatiche. Le donne capraiesi, oltre a dedicarsi alle cure domestiche e a lavorare la terra, dedicarono, così, parte del loro tempo alla produzione di vasi di terracotta utilizzando argilla locale. Questi vasi erano destinati sia ad un uso locale, sia alla vendita in Corsica, a Bastia o nei villaggi del Capocorso. È probabile che la produzione di terracotta con argilla locale risalisse indietro nei secoli, poiché sembra che reperti di terracotta di origine locale siano stati rinvenuti durante i recenti scavi nel Forte San Giorgio. [...]

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