La guerra delle acciughe (1721)

 

 

Chiesa di S.Antonio - Dettaglio della Statua del Santo

La guerra delle acciughe (1721)

Di Roberto Moresco

Nei primi decenni del XVIII secolo la principale e più proficua attività dei Capraiesi è la pesca delle acciughe che viene praticata con le reti nei mesi estivi. Nel 1705, poiché la popolazione dell’isola sta crescendo i Capraiesi pensano di aumentare il numero delle gondole e delle reti per questo tipo di pesca tanto che i Padri del Comune, con il sostegno del Commissario, chiedono a Genova di ordinare ad alcuni privati, che possiedono dei terreni incolti intorno alla spiaggia del porto, di venderli alla Comunità in modo che i pescatori vi possano stendere ad asciugare le loro reti, fatte di fili sottili e delicati. Ma con il passare degli anni la pesca delle acciughe intorno all’isola diventa sempre meno proficua e i pescatori capraiesi sono costretti a spostarsi nelle acque delle isole vicine: Gorgona, che apparteneva al Granducato di Toscana, Pianosa e Montecristo, che appartenevano al Principe di Piombino. Per potere esercitare la pesca nelle acque di queste isole era necessario ottenere un permesso. La pesca a Pianosa e Montecristo era molto pericolosa poiché le due isole erano disabitate ed erano divenute un covo di corsari. Per i pescatori capraiesi non rimaneva che effettuare la pesca nelle acque di Gorgona, che per l’abbondanza del pescato - da anni si sapeva che nelle acque dell’isola nei mesi estivi vi era il passaggio delle motte di pesce azzurro - era diventata anche la meta dei pescatori di acciughe della Riviera Ligure di Levante, in modo particolare dei camoglini. I capraiesi, vedendo diminuire il pescato, nel giugno del 1721, decisero di fare un voto a Sant’Antonio come risulta dal seguente verbale dell’Assemblea della Comunità...

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