Isola di Capraia: Approfondimenti

Isola di Capraia : Carte e vedute tra cronaca e storia. Secoli XVI-XIX

Capraia, estate 2008

Un nuovo libro di Roberto Moresco
 
Sample ImageCon il patrocinio della Comunità Montana dell’Arcipelago Toscano e della sezione di Capraia Isola di Italia Nostra è stato pubblicato il libro di Roberto Moresco “L’isola di Capraia – carte e vedute tra cronaca e storia – Secoli XVI-XIX”, edito da Debatte Editore di Livorno.
Citiamo qui alcuni brani della prefazione scritta dal Prof. Leonardo Rombai: “Questa importante opera è frutto di lunghi anni di ricerche in tante conservatorie pubbliche italiane ed europee e presso non pochi collezionisti privati che il genovese Roberto Moresco, studioso ben noto dell’isola di Capraia, da tanti anni scelta come seconda patria, ha svolto con passione e competenza autentiche, da raffinata collezionista egli stesso e da profondo conoscitore di carte, appunto. Dall’attività di scavo – svolta sopratutto in archivi e biblioteche di Genova, Torino, Firenze, Bologna, Roma, Parigi, Londra, Taunton, Washington e Adelaide – sono emersi un centinaio di documenti grafici a stampa e manoscritti, in primo luogo catografie ma anche rappresentazioni vedutistiche e prospettiche riferibili anche o sopratutto all’arte pittorica dei secoli XVI-XIX (con qualche eccezione della celebre cartonautica tardo-medievale), e finalmente alcune fotografie d’autore della seconda metà del XIX secolo che – insieme con i prodotti finali dei due enti cartografici istituzionali nazionali, l’Istituto Geografico Militare e l’Istituto Idrografico della Marina – servono da termini di paragone obbligati per valutare il grado di attendibilità e di completezza contenutistica delle rappresentazioni pre-unitarie. Ciascuno dei 101 documenti cartografici-vedutistici-fotografici è raffigurato a colori (spesso anche nei particolari), ed è, per quanto possibile, ampiamente descritto e interpretato in una scheda dove vengono accuratamente forniti i dati fondamentali relativi all’analisi filologica e contenutistica della rappresentazione.”
Il libro è stato presentato all’isola di Capraia, nel piazzale della Torre del Porto, la sera del 2 agosto 2008.

 

Isola di Capraia: Il Falco Pescatore (25 luglio 2012)

Lo abbiamo visto durante il giro dell'isola in barca nei pressi dello Scoglione. Erano anni che non lo vedevamo sulla costa orientale. I Falchi Pescatori non vivono a Capraia, vengono a Capraia d'estate dalla vicina Corsica. Vengono a pescare nelle acque di Capraia, un luogo ideale per loro. Le coste alte infatti con moltissimi posatori gli offrono dei trampolini di lancio ideali per la pesca. In questa sequenza fotografica esclusiva si vede prima il falco che da un posatoio passa ad un altro e poi si tuffa subito sotto nelle acque basse vicino alla riva. Questa volta non ha avuto successo ed è uscito dall'acqua a "zampe" vuote ma ci ha offerto ugualmente uno spettacolo straordinario unico nel suo genere. In alcune foto si vede anche un anello di identificazione alla zampa destra.

Baleniere Capraiesi nell'Atlantico del Sud

Di Roberto Moresco


Alla fine del Settecento, essendo venute meno le attività di commercio e di trasporto che avevano determinato il grande successo della marineria capraiese nella prima metà del secolo, e a seguito del susseguirsi delle guerre napoleoniche, i Capraiesi, per sopravvivere furono costretti a migrare in varie parti del mondo (1). La storia di questa emigrazione non è stata mai scritta e pochissime sono le testimonianze, che allo stato attuale delle ricerche, ci sono rimaste: una debole traccia la possiamo ritrovare nelle dediche dei pochi ex-voto che sono conservati nella chiesa della Madonna al Porto di Capraia ed in qualche lapide funeraria nel cimitero e nelle chiese dell’isola.
Recentemente un documento sull’emigrazione è stato rinvenuto in un registro della parrocchia di Capraia, attualmente in deposito all’Archivio Diocesano di Livorno. Si tratta del certificato di morte di Domenico Gallettini stilato nel Consolato Italiano di Buenos-Aires il 3 agosto 1850, che riportiamo integralmente:

“… Avanti Noi Antonio Dunoyer Console Generale di Sua Maestà il Re di Sardegna è stata fatta la seguente dichiarazione di decesso.
Nella notte delli diciasette alli diciotto giugno milleottocentoquarant’otto sulla spiaggia del Rio della Plata distante venti leghe da MonteVideo, è morto naufragato Domenico Gallettini di religione cattolico, d’età d’anni trenta, di professione Marinaro, nato e domiciliato in Capraja ed in suo vivente trafficante in queste acque come Patrone, e proprietario della Balliniera denominata “Clarina”, ammogliato con Santina Sarzana fu Domenico, nata, domiciliata, ed abitante nell’Isola di Capraja, addetta alle faccende domestiche, figlio di Nicola di professione Marinaro, e di Maria Antonia Bargone addetta alle faccende domestiche ambi nati, domiciliati, ed abitanti in detta Isola di Capraja, Suddito Sardo.
Dichiaranti li Signori Giacomo Dussol fu Francesco, d’età d’anni quarantacinque, nato in Capraja, di professione Negoziante, e Giuliano Cuneo fu Gregorio, d’età d’anni quaranta, nato in Capraja, di professione Patrone Marittimo, ambi sudditi Sardi qui domiciliati, ed abitanti.
… Consta a Noi Console Generale che il cadavere del sopradetto Domenico Gallettini fu rinvenuto, e sepolto dal Patrone Marittimo, e Proprietario della Balliniera denominata “Raggio” sulla spiaggia del Rio della Plata al luogo detto San Gregorio. Tale dichiarazione venne fatta, e confermata da Giuliano Cuneo suddetto. …”

Da questo documento possiamo ricavare delle interessanti notizie:
A metà dell’ottocento si era formata a Buenos-Aires una piccola colonia di Capraiesi in un modo o nell’altro legati alle attività marittime. Alcuni di essi erano proprietari di baleniere, uno negoziante. I capraiesi citati nell’atto di morte e dediti all’attività marittima appartenevano alle principali famiglie dell’isola che nel corso del Settecento erano stati proprietari di gondole. Del defunto, probabilmente l’ultimo arrivato, sappiamo che aveva mantenuto il suo domicilio a Capraia dove ancora risiedeva la moglie, il che conferma quanto riportato dal Cionini, in uno dei suoi articoli (2), che a Capraia nell’Ottocento abitavano prevalentemente donne delle quali molte erano vedove. A parte il Dussol, negoziante, gli altri erano dediti ad un tipo di pesca tra le più pericolose, come prova la tragica morte del Gallettini, che, per loro, abituati ad affrontare le tempeste del Mediterraneo, forse era il solo mezzo di guadagno. Che Domenico Gallettini e Giuliano Cuneo fossero proprietari di baleniere dimostra che i capraiesi emigrati, con il loro lavoro, incominciavano a fare fortuna.
La caccia alle balene normalmente veniva effettuata con baleniere relativamente grandi, dove il pescato veniva trattato e stivato, e con alcune baleniere di minori dimensioni, a vela e a remi, lunghe e sottili, impiegate per l’inseguimento e la cattura delle balene. Queste ultime si avvicinavano al cetaceo e lo colpivano con un arpione al quale era legata una lunga cima che permetteva di seguirlo fino a che l’animale stremato e dissanguato moriva. Dopo la morte, il cetaceo veniva portato alla baleniera più grande dove veniva lavorato. Vi si ricavava principalmente il grasso, che era usato per le lampade ad olio, ma anche i fanoni, lamine che si trovano nella bocca delle balene al posto dei denti, che venivano usati per fare i corsetti e nel caso del capodoglio l’olio fragrante usato per i profumi. Il resto della carne veniva salato o affumicato (3).
Probabilmente la “Clarina” e la “Raggio” appartenevano al tipo di baleniere più piccole usate per l’inseguimentoe la cattura delle balene.

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Baleniere di varie dimensioni da : Recueil de petites marines, Paris, 1817, di J. Baugean.

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J. C. Rietschoof – Baleniera Olandese – National Maritime Museum, Greenwich


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A. van Salm, Baleniere nel ghiaccio, fine XVII secolo – National Martime Museum, Greenwich


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J, Askew, Baleniera inglese,(circa 1790) – National Maritime Museum, Greenwich


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C. Brooking, Baleniere inglesi (circa 1750) – National Maritime Museum, Greenwich

 

(1) R. Moresco, La Marineria Capraiese nel XXVIII secolo, in ASLSP, 2003.

(2) R. Moresco, L’isola di Capraia carte e vedute tra cronaca e storia, Livorno 2008.

(3) Il più bel romanzo sulle baleniere è Moby Dick di H. Melville.

 

 

ARCHIVIO: Sagra del Totano 2008. A Capraia l'estate finisce a Novembre!

Un estratto del settimanale del TG RAI della Toscana che presenta la Sagra del Totano di Capraia del 2008.

A Capraia l'estate finisce a Novembre!

Sito internet: www.sagradeltotano.it

 

 

La Peraiola (Praiola)

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Dalla mulattiera che porta al Semaforo si diparte un piccolo sentiero che permette di scorgere l'Isola della Peraiola (Praiola).

L'Isola dista solo pochi metri da Capraia e si trova nella zona di riserva integrale del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano. Per una descrizione della flora e della fauna vedi: Vivi il mare: La Peraiola (Peraiola)

Nelle foto scattate ai primi di Marzo la costa che sovrasta l'isola è colorata dai rosmarini selvatici.

 

 

Vedi anche: Il Semaforo - Google Maps

 

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