Isola di Capraia: Approfondimenti

Isola di Capraia: Porto e Torre del Porto

Panorama dal porto alla Torre del Porto (cliccare sull'immagine per la versione ad alta risoluzione)

 

 

 

ARCHIVIO Improbabili incontri lungo il cammino. Isola di Capraia. 4 maggio 2013

Improbabili incontri lungo il cammino. Pillole di teatro lungo i sentieri di Capraia. Festival del Camminare 2013. 4 maggio 2013


Iniziativa teatrale a cura del Laboratorio Nove di Firenze


Testi di Dante, Montale, Euripide, Shakespeare nella macchia mediterranea con piccole rappresentazioni che si sono svolte durante l'intera giornata.

Dalle 10 alle 17 chi è passato per i luoghi previsti ha incontrato gli attori che al loro arrivo hanno dato vita a piccoli spazi teatrali in mezzo alla natura in un momento di sosta per i camminatori.

Luoghi degli interventi:

- La Piana, chiesetta di S.Stefano 
- Il sentiero del Reganico
- Spiaggia della Cala dello Zurletto 

Link alla cartina su Google: http://goo.gl/maps/F5UxQ

Nella chiesetta di S.Stefano: estratti da Medea di Euripide, intrepreti: Massimo Morelli e Viola Rocchini

Nel sentiero del Reganico: 
- Riccardo III di Shakespeare scena seconda atto primo, interpreti: Francesco Calistri e Cecilia Ferretti
- Conte Ugolino di Dante Alighieri, interprete: Marco Malevolti

Nella spiaggia della Cala dello Zurletto: "Casa sul mare" di Eugenio Montale, interprete: Daniele Giuliani

http://www.laboratorionove.it/

Abiti offerti da: "KirKé" Vintage di Rossella Corsi (Isola di Capraia)

Perchè Montale, Dante, Shakespeare e Euripide a Capraia? 
Dante e Montale parlano direttamente dell'isola di Capraia, il primo come strumento di una vendetta terribile, oggetto della rivincita del conte Ugolino contro i suoi carnefici, il secondo come il miraggio di un mondo eterno, unica sponda di speranza contro il destino umano. 
Euripide parla del mito di Medea e dell'argonauta Giasone, il mare è il confine che non si può attraversare, ma che, una volta rotto, apre imprevedibili conoscenze: amore, morte, salsedine, profumi di mirto e lentisco circondano la tragedia della regina della Colchide e del principe di Iolco. Gli stessi profumi della Capraia selvaggia arsa dal sole e dal vento del mediterraneo.
Storie di mare, ma anche incontri improbabili, come quello di Anna con Riccardo III: sui bordi di una strada si consuma la vendetta di Riccardo, la pagina forse più grande dello straordinario autore di Stradfort. In poche battute si passa dalla dichiarazione d'odio alla cessione d'amore. 
Questo può avvenire a menti e cuori aperti, come i camminatori dei sentieri dell'isola.

(Silvano Panichi)

Isola di Capraia: Il recupero dei terrazzamenti di Portovecchio. Maggio 2013

L'Azienda Agricola la Piana ha recuperato alcuni dei terrazzamenti di Portovecchio ed ha iniziato ad impiantare le nuove piante di vite. I terreni sono in concessione dagli Usi Civici. Nelle foto le piantine sono protette per evitare che i Mufloni le danneggino.

 

Isola di Capraia: La carta dei sentieri e delle discese al mare

La nuova edizione della Cartina dell'Isola di Capraia con tutti i sentieri e le discese al mare. In vendita presso l'Agenzia Parco in paese ed al porto.

 

Relazione della Corsica di Giacomo Boswell (1769)

Relazione della Corsica di Giacomo Boswell scudiere trasportata in italiano dall'originale inglese stampato in Glatgua nel 1768

Boswell, James Londra [i.e. Lugano], 1769

Link permanente all’opera completa: http://dx.doi.org/10.3931/e-rara-14308

Il libro è conservato presso la Biblioteca Salita dei Frati, Lugano

Estratto da pagina CCXXXIX  a pagina CCXLIII

 

In queste poche pagine James Boswell parla dell’Isola di Capraia nel contesto di un libro interamente dedicato alla Corsica e narra in particolare della conquista ad opera dei Corsi.

Il libro originale esce nel 1768, questa è la traduzione in Italiano. Ho corretto solo alcune cose dal testo originale, le f sono diventate s, la punteggiatura dell’epoca è stata in parte modificata ed il nome Damari è stato tradotto in De Mari.

Da queste pagine si possono ricavare delle notizie interessanti. Si ricorda il dominio feudale dei signori De Mari che finì a tutti gli effetti per una ribellione dei Capraiesi. Il numero di abitanti dell’epoca era di circa tremila, l’isola infatti proprio nel settecento raggiunse il massimo di abitanti grazie al fiorire dei commerci marittimi. Gli uomini Capraiesi erano per lo più impegnati come marinai in una flotta di Gondole Capraiesi e si conferma che le donne erano addette all’agricoltura ed in particolare a curare le vigne nei terrazzamenti che infatti ricoprono ancora tutta l’isola.

Fabio Guidi

 

Pagina CCXXXIX

Capraja, o Caprara è situata  al Levante circa 25 miglia da Capo Corso, dirimpetto alla Costa di Toscana.

Quest’Isola fu già annessa al Regno di Corsica, come parte del Territorio Feudale della Nobile Famiglia De Mari, che ne furono privati dai Genovesi.

Capraja è circa 40 miglia di circonferenza. Tutta quest’Isola è sommamente scoscesa, e di superficie secca, e diruta. E' tutta all'intorno cinta di rocce, ed è quasi inaccessibile d'ogni parte, se non se ne eccettui un Porto ottimo nel quale un gran numero di Vascelli, che passano il Mediterraneo, sono soliti di ricoverarsi . Contiene più di tremila abitanti, i quali tutti sono radunati in una Città all’estremità dell’Isola sopra il Porto.

Gli uomini di Capraja sono forti, e robusti, vanno tutti sul Mare, e sono riputati li più arditi, e più esperti Navigatori di quella parte del Mondo.

Le donne s'occupano principalmente in coltivar le vigne, di cui abbonda quest’Isola. Evvi quì una forte Cittadella fabbricata sopra, un' alta

 

Pagina CCXL

rocca, che domina la Città, ed il Porto è ben provvista di Artiglieria, ed i Genovefi vi tengono Guarnigione. Sonovi pure due altre Torri alle due estremità dell'Isola fabbricate piuttosto per scoprire i Corsari di Barbaria, che per difendere un Paese così ben fortificato dalla natura.

(i) Nel mese di Dicembre 1766 il Signor Paolo Mattei di Centuri, essendo andato in Francia per trattare qualche negozio privato, nel suo passaggio sbarcò a Capraja, dov'ebbe gran pena d'informarsi della situazione della Guarnigione del Porto, delle Coste, della scarsezza delle provvigioni, e della poca attenzione, con cui quell'Isola era difesa.

Al suo ritorno in Corsica propose a Paoli di fare

 

(i) Io sono pratico dell’Isola di Capraja; perchè nel mio ritorno dalla Corsica essendovi gettato dalla tempesta, vi dimorai sei giorni, e fui alloggiato in un Convento di Religiosi Francescani, che mi usarono molta Ospitalità. Mi occupai in descrivere minutamente tutte le cose di quell'Isola; e conservo ancora quelle memorie, che talora leggo per passatempo.

 

Pagina CCXLI

una discesa nella Capraja. La proposizione fu tosto approvata, e la condotta di quefl'impresa fa appoggiata al Signor Achille Murati Comandante di Erbalonga, ed al Signor Giambatisla Ristori Comandante di Furiani, che nella sera delli  16 Febbrajo 1767 mise alla vela dal Porto di Marinajo accompagnato dal Signor Mattei, e da altri nobili Giovani Gentiluomini delle principali famiglie delle Provincie di Capocorso, e Nebbio che elessero di servire come volontari. Avevano altresì alcuni Caprajesi per servirli di guida.

Sbarcarono in quella notte a Capraja. Significarono ai Caprajesì, che non erano venuti con nemiche intenzioni contro di loro; ma soltanto per espellere dalla loro Patria li Genovesi, affinchè gli abitanti di Capraja partecipassero dei fortunati frutti della libertà, unitamente ai Corsi antichi amici loro, dond' è, che in vece d' incontrar opposizione speravano di eseere ricevuti con cordialità. Sopra del che un numero di abitanti si unì loro immediatamente, ed assediarono la Cittadella. Furono li Genovesì di ciò offesi estremamente nel vedere, che quegl’Isolani, che loro spacciavano

 

 

Pagina CCXLII

come un Corpo di Ribelli tenuti in freno dalla Guardia Francese, erano per fare una vigorosa sortita, e spogliarli della Sovranità di un altra Isola nel Mediterraneo, accidente, che non avrebbe mancato di divulgarli per l' Europa, e contribuire egualmente alla gloria de' Corsi che all’ignominia de' Genovesi. Non risparmiarono a questo fine ne fatica, nè spese per mandar a vuoto quell'impresa.

Spedirono un ragguardevole armamento sotto il comando del Signor Agostino Pinello uomo di sperimentata attività, e di gran valore, attualmente Senatore di Genova.

Spedirono altresì il Colonnello Antonio Marra con un corpo di scelta Soldatesca, che coll’aiuto di una Galera di Schiavi Caprajesi pervenne al disbarco in un luogo negligentato da' Corsi, perché creduto inaccessibile.

Mentre Marra attaccava i Corsi per terra, il Signor Pinello gli attaccava per Mare in due diverse parti, di maniera che ebbero a sostenere un' azione delle più difficili, e delle più vive. Ciò non ostante fu battuto Pinello, ed il distaccamento di Matta fu totalmente sconfitto.

 

Pagina CCXLIII

Bramerei di riferire le varie circostanze di quella spedizione, ed ho materiali sufficienti per farlo; ma il piano della mia Opera non mel[o] permette. La Cittadella di Capraja si arrese ai 29 di Maggio. I Corsi accrebbero considerevolmente il dominio loro per mezzo di quella conquista, ed acquisirono un aumento di persone molto utili, e sono al caso d'impedire, o almeno di rendere sommamente difficile la comunicazione tra Genova, e le loro Guarnigioni in Corsica.

Il Signor Giacomo Stevart ci fa vedere i Corsi sotto un' aspetto poco favorevole. Le di lui parole sono (i). I Corsi hanno venduto la miglior parte della lor Isola ai Genovesi, ed ora dopo averne speso il prezzo nel portare damaschi, e velsuti, andarono per ricuperarla confiscando la proprietà de' Genovesi, che hanno pagato per ritiratone il prezzo con la bilancia del loro commercio con quest'Isolani.

Col permesso di quello rispettabile Scrittore, non era

 

(i) Ricerche de' principj dell'economia politica s b. t. cap. 19.

 

 

 

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