Isola di Capraia: Approfondimenti

Cartoline 2000-2009

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Cartoline di Capraia dalla collezione privata del Dott. Fausto Brizi elaborata da Lucio Mazzola. Anni 2000-2009 (data ricavata dal timbro postale)

 

 

 

Isola di Capraia: La Chiesa della Madonna del Porto (Chiesa dell'Assunta)

Costruita dai pisani nell'XI secolo, rimane a testimoniare il vecchio abitato del porto, presumibilmente abbandonato perché reso insicuro dalle incursioni saracene. Sotto la chiesa si trovano le fondazioni dell'antica villa romana, primo insediamento umano sull'isola. In essa è custodita la statua lignea della Vergine che ogni anno, il 15 agosto, viene trasportata, con una solenne processione, fino alla chiesa di San Nicola. L'interno è decorato da diversi ex voto lasciati dai capraiesi soprattutto nella prima metà del XX secolo.

Fonte: wikipedia.it

Isola di Capraia : Carte e vedute tra cronaca e storia. Secoli XVI-XIX


Sample ImageCon il patrocinio della Comunità Montana dell’Arcipelago Toscano e della sezione di Capraia Isola di Italia Nostra è stato pubblicato nel 2008 il libro di Roberto Moresco “L’isola di Capraia – carte e vedute tra cronaca e storia – Secoli XVI-XIX”, edito da Debatte Editore di Livorno.
Citiamo qui alcuni brani della prefazione scritta dal Prof. Leonardo Rombai: “Questa importante opera è frutto di lunghi anni di ricerche in tante conservatorie pubbliche italiane ed europee e presso non pochi collezionisti privati che il genovese Roberto Moresco, studioso ben noto dell’isola di Capraia, da tanti anni scelta come seconda patria, ha svolto con passione e competenza autentiche, da raffinata collezionista egli stesso e da profondo conoscitore di carte, appunto. Dall’attività di scavo – svolta sopratutto in archivi e biblioteche di Genova, Torino, Firenze, Bologna, Roma, Parigi, Londra, Taunton, Washington e Adelaide – sono emersi un centinaio di documenti grafici a stampa e manoscritti, in primo luogo catografie ma anche rappresentazioni vedutistiche e prospettiche riferibili anche o sopratutto all’arte pittorica dei secoli XVI-XIX (con qualche eccezione della celebre cartonautica tardo-medievale), e finalmente alcune fotografie d’autore della seconda metà del XIX secolo che – insieme con i prodotti finali dei due enti cartografici istituzionali nazionali, l’Istituto Geografico Militare e l’Istituto Idrografico della Marina – servono da termini di paragone obbligati per valutare il grado di attendibilità e di completezza contenutistica delle rappresentazioni pre-unitarie. Ciascuno dei 101 documenti cartografici-vedutistici-fotografici è raffigurato a colori (spesso anche nei particolari), ed è, per quanto possibile, ampiamente descritto e interpretato in una scheda dove vengono accuratamente forniti i dati fondamentali relativi all’analisi filologica e contenutistica della rappresentazione.”
Il libro è stato presentato all’isola di Capraia, nel piazzale della Torre del Porto, la sera del 2 agosto 2008.

Il Libro è in vendita presso la sede dell'Agenzia Parco al centro del paese nel "Palazzone"

 

Isola di Capraia: Il sentiero per Porto Vecchio

La Cala di Porto Vecchio di raggiunge con un sentiero che parte dall'omonima diramazione del vecchio carcere. Si parte dalla chiesetta dell'Assunta al Porto e si prosegue per la strada che si inerpica nei territori dell'Ex Carcere. Dopo circa 40 minuti si arriva all'Agriturismo Valle di Porto Vecchio e dopo poco si incontra il cartello che segnala l'inizio del sentiero per la Teglia. Ancora 100 metri di sentiero e si gira verso destra direzione Cala di Porto Vecchio.

Il sentiero corre in parte lungo una vecchia tubatura di un pozzo che si trova poco sopra il mare tra moltissime piante di Mirto. La spiaggia è sassosa ed il fondale dopo pochi metri è tutto di sabbia.

I lavori di sistemazione definitiva sono stati eseguiti dalle scuole del progetto "Scuole Outdoor in rete". Il sentiero è stato inaugurato il 3 giugno 2012

1626 – Un rapporto sull’agricoltura a Capraia

Di Roberto Moresco

Già dal 1539 il Banco di San Giorgio cercò di sviluppare l’agricoltura in Corsica affinché l’isola potesse produrre sia quanto era necessario al sostentamento degli abitanti, sia del grano per il rifornimento della città di Genova. Questa politica continuò anche dopo il 1562 quando la Repubblica di Genova prese possesso della Corsica e di Capraia. Nella prima metà del Cinquecento, la produzione agricola di Capraia era basata essenzialmente sulla coltivazione della vite e la produzione di vino: nel 1504, l’isola produceva 530 botti di vino pari a 3140 ettolitri. Nel 1540 scese a 180 botti pari a 1067 ettolitri a causa probabilmente dei corsari barbareschi i quali, nel corso delle loro incursioni a terra, erano soliti distruggere le vigne. Il vino veniva in gran parte venduto in terraferma, Genova e Maremma, in cambio di grano e orzo la cui produzione nell’isola era molto scarsa e non sufficiente per i bisogni locali [...]

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