La costruzione della Torre dello Zenobito (1545)

 

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Di Roberto Moresco

Estratto da "Atti della Società Ligure di Storia Patria, Vol. XLVII-Fasc.I, Genova 2007"

Nel 1544 viene decisa dalle Compere la costruzione della seconda torre sul promontorio dello Zenobito, ma l’inizio dei lavori è rinviato al 1545 [99]. Per realizzare la costruzione della torre, posta in luogo isolato e lontano dal forte, le Compere nominano Commissario straordinario Lorenzo de Negro che con una squadra di soldati e muratori arriva all’isola ai primi d’aprile del 1545. L’impresa si rivela subito molto difficoltosa: a parte le pietre per la costruzione che vengono estratte da alcune cave locali, tutti gli altri materiali devono essere trasportati via mare dal porto di Capraia e poi portati a spalle dal mare a piè d’opera risalendo una china scoscesa; l’acqua deve essere raccolta da alcune sorgenti di non facile accesso; la manovalanza è formata dalle donne di Capraia che fanno giornalmente la spola con il forte, distante circa cinque miglia d’impervio cammino, mentre la presenza dei corsari nelle cale vicine costringe ad una guardia costante. La torre, a pianta circolare e simile a quella del porto, viene completata nel dicembre del 1545 dal prete Bacigalupo che ha sostituito come soprintendente ai lavori il Commissario de Negro che si è ammalato. La costruzione della torre, in un posto così disagiato riempie d’orgoglio sia il prete sia il Podestà [100].

[99] ASG, S. Giorgio, Cancellieri, n. 204, lettera del Podestà e Commissario ai Protettori delle Compere del 8 novembre 1544: « Abiamo intezo anchora como le Signorie Vostre ano atempato la fabricha de la torre al Senopito ali tempi novi ».

[100] ASG, S. Giorgio, Cancellieri, n. 210, lettera del prete Paulo Bacigalupo Ghio, sovrastante ai lavori della torre dello Zenobito, ai Protettori delle Compere del 9 novembre 1545: « Vi piacera mandarne il Santo Giorgio per mettere sopra la porta. Sarà misso per mezzo giorno e guardera verso ponente e de la grandessa como piacera a Vostre Signorie, e anchora una campanella per metter in detta torre. Nel resto vedero a far lavorare con bona solicitudine e far far bone guardie e tener proveduto il locho di quello fara bizogno e di far di modo che nissuno abi cauza a dolersi ma como ho sempre fatto e con lazuto de Dio spero che si fornira di presto e sara una de le piu belle fortesse di torre che sia ogi di in Italia ». Ibidem, lettera del Podestà ai Protettori delle Compere di San Giorgio del 10 novembre 1545: « sono fatti tutti gli archeti sopra gli becchelli con li loro piombatoi, si che fatta che sara la volta che si comincia adesso la torre sarà finita et, è una bellissima fortezza, in la quale opera non potrei lodare bastevolmente a Vostre Signorie Maestro Antonio capo d’opera ».

Vedi anche: Le Fortificazioni di Capraia - Il sentiero perduto dello Zenobito - Panoramica della Torre dello ZenobitoCala Rossa - Escursione in barca alla Torre dello Zenobito

 

 

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