Isola di Capraia: Approfondimenti

Giornalisti Russi a Capraia

Giugno 2015

2 giornalisti russi hanno visitato Capraia nel giugno 2015. A seguito di questa visita hanno pubblicato un articolo sul numero di dicembre 2015 della rivista Russa "Italia. La vita come arte / Italia. Жизнь как искусство"

Ecco la traduzione dell'articolo grazie a Sofia Mannelli a cura di Natasha Khorkova

GAETANO GUARENTE, SINDACO DI CAPRAIA ISOLA

- Fare il sindaco sull’isola è molto più impegnativo che in città.

Primo, per la distanza dal continente – due ore e mezzo in traghetto. E in caso di maltempo la strada via mare diventa impossibile. Senza dubbio, Internet aiuta non poco, però il dialogo “di persona” è molto più importante ed efficace.

Secondo, la presenza della colonia penale in passato ci ha impedito di vivere il boom turistico negli anni 70-80, anche se proprio questo fatto ha consentito di proteggere l’ambiente naturale. Oggi la gente che arriva sull’isola cerca proprio la natura incontaminata dalla presenza dell’uomo, di sperimentare lo spirito selvaggio dell’isola.

Io dico sempre alle signore: “Dimenticate i tacchi, altrimenti non capirete mai Capraia, non riuscirete a girarla a piedi e non scoprirete le sue viste meravigliose sul mare.” Siamo in cerca di avventurieri preparati e responsabili, capaci di vivere lo spirito dell’isola in pieno relax mentale e contemporaneamente praticando attività fisica. Per questa ragione pubblicizziamo molto l’ecoturismo.

Senz’altro, dobbiamo continuare a migliorare le infrastrutture dell’isola. Per esempio, non tutti i nostri ospiti, pur essendo circondati dalle acque cristalline del Tirreno, possono liberamente praticare il nuoto: gli scogli non sono molto adatti agli anziani e ai bambini. Sarebbe opportuno attrezzare gli alberghi con le piscine.
In cambio, il mare sulla riva di Capraia è sempre più caldo rispetto alle altre isole – grazie alle correnti particolari. E poi, vogliamo parlare della pesca?!...

(pag. 50-51)

CAPRAIA

Capraia non è di facili costumi, selvaggia e riservata, non ama flirtare e non accetta i modi scherzosi. Tutto qui respira di libertà – dalle baldanzose onde che assalgono la riva al vento impregnato di sale. E’ un posto fatale, te n’innamori al primo sguardo, oppure lo rifiuti per sempre e non ci torni mai più. Non esiste un’altra scelta. L’illuminazione potrebbe arrivare anche molti anni dopo – cosi è accaduto con la moglie del sindaco di Portoferraio, la quale, all’inizio l’ha odiato, questo pezzetto di terra rocciosa, e solo dopo vent’anni, capitata qui per caso, se n’innamorata perdutamente.
Questa isola è l’opera di un antico vulcano, di cui la lava rappresa è ancora visibile nella suggestiva Cala Rossa. Sarà per questa ragione che i suoi quattrocento residenti (dei quali solo un terzo vive stabilmente sull’isola) si distingue per il loro temperamento vulcanico e carattere stoico e forte. E’ fatto così il sindaco di Capraia Isola, Gaetano Guarente, il quale abbiamo incontrato sul traghetto in balia delle grosse onde, dove noi, gente di terra, cercavamo di rimanere in piedi aggrappandoci alle poltrone nel salone e lui camminava sicuro come se non si fosse accorto del mare burrascoso. Sono fatti così anche tutti gli altri abitanti dell’isola, i quali rimangono fedeli alle proprie tradizioni e abitudini, si conoscono come il palmo della propria mano e studiano con attenzione un nuovo arrivato.
Dicono che, quando viene a mancare un isolano lontano dalla sua Capraia, la sua anima torni comunque sull’isola e che, in quell’attimo, i suoi vicini possano vederlo rientrare nella sua vecchia casa.
Invece, nel decrepito castello abita un vero fantasma – e come si farebbe senza? Precisamente, una donna, La Dama Bianca, la quale si irrita moltissimo se qualcuno disturba la sua quiete.
Il proprio nome Capraia lo deve agli elleni – “l’isola delle capre”, anche se di capre selvagge non se ne vedono molte. Così come non ci sono più i carcerati che un tempo popolavano gli enormi edifici della colonia penale (queste colonie sono state istituite anche sulle isole Montecristo e Gorgona; su quest’ultima il penitenziario è ancora attivo).
Raccontano che molti ex-carcerati avrebbero voluto rimanere sull’isola: uno di loro, dopo il rifiuto delle autorità di questo privilegio, avrebbe addirittura rapinato la piccola filiale della banca locale per prorogare la propria permanenza su questa terra benefica.
Oggi il territorio dell’ex-colonia appare suggestivo ed ospita la prima cantina sull’isola, la quale attrae gli amanti del vino italiano. Prima l’uva veniva trasportata qui dalla vicina isola d’Elba, adesso la coltivano qui in loco – sulle terrazze con muratura in pietra, le quali tagliano le pendici in righe ordinate.
Sale e iodio nell’aria si mescolano con il profumo di elicriso e mirto: quest’ultimo si usa per la preparazione di liquori e marmellate eccellenti. Nel cielo si librano le procellaria, gridando con voce “umana”. Può darsi che molto tempo fa proprio questi versi abbiano generato il mito delle sirene, le quali toglievano la vita ai marinai con il loro canto ipnotico.
Sui 10 chilometri di riva di Capraia è disponibile solo una spiaggia, ma neanche questa rimane accessibile, se non una volta ogni qualche anno, quando il mare si decide di rendere all’isola la stretta riga di sabbia.
Gli abitanti si scelgono le pendici rocciose: si crogiolano sotto il sole come languide lucertole e ogni tanto si buttano senza paura nelle acque cristalline di color turchese. Oppure con le loro barche da pesca vanno verso ovest, fino alle grotte, dove si nasconde l’acqua dolce e i corpi controluce diventano fluorescenti ed azzurri.
A Capraia si sta bene in vacanza in qualsiasi stagione: durante l’inverno, per godere della solitudine condivisa solo con la natura che non di rado regala giornate miti e piene di sole anche nei mesi più freddi; in primavera, per osservare la fioritura dell’isola e l’annuale rito dell’inanellamento degli uccelli migratori; e in estate, per raccogliere e preparare le piante medicinali, assaporando il loro profumo aromatico e ammirando le grigie silhouette delle altre isole su un orizzonte insolitamente alto. Infine, durante l’autunno – per partecipare alla Sagra del totano, dove sono fritti, bolliti, cotti a vapore, farciti, preparati in mille modi diversi, ognuno dei quali sorprenderà il vostro palato. Sarà inoltre possibile prendere parte alla gara di pesca e provare a pescare i totani da soli – le regole permettono la pesca con la seppia da riva o in barca, anche in yacht. Il pescato di ogni gareggiante sarà pesato per definire il vincitore.
La cosa più importante è accettare di vivere in balia dei capricci del mare. Se domani il traghetto non arriva a prendervi per via del cattivo tempo, non bisogna prendersela e considerarlo come un fato infelice, ma un’opportunità fortunata che vi permetterà di prolungare il vostro soggiorno sull’isola ancora per un po’. Semplicemente, Capraia non vuole lasciarvi andare... (*)

(*)N.d.T. Conosco uno che la nave l’ha persa per ben quattro volte....!!!!....Ed in questo caso è stata la nave ad essere in balia dei capricci di quest’uno!...

 


 

La rinascita dello Stagnone di Capraia. Recuperato l’unico specchio d’acqua dolce dell’Arcipelago Toscano

Nei Parchi nazionali italiani ci sono anche storie di ripristino ambientale di successo delle quali quasi nessuno parla, quindi, quale migliore modo per festeggiare l’arrivo della primavera che raccontare il “miracolo” del ripristino di un ambiente raro e prezioso dell’Arcipelago Toscano: lo Stagnone di Capraia? L’unico specchio d’acqua naturale semi-permanente delle sette isole è tornato quello che era fino a una ventina di anni fa, prima di essere invaso dalle canne e aver rischiato di scomparire in breve tempo. Infatti, nel settembre 2011 si sono conclusi i lavori di recupero dell’area nel cuore selvaggio dell’Isola di Capraia, iniziati nell’estate del 2010. Il laghetto ha una superficie di quasi mezzo ettaro; si trova a 319 metri sul livello del mare, tra Monte Forcone e Monte Rucitello ed è raggiungibile solo a piedi. Lo Stagnone, (o Laghetto), ha un notevolissimo interesse naturalistico: ospita infatti specie vegetali rare e di valore biogeografico (endemiche dell’area sardo-corsa) ed è importantissimo per molte specie animali, stanziai e migratorie. È inoltre uno degli elementi che più caratterizza Capraia, ben conosciuto dagli escursionisti, con un valore “economico” tutt’altro che trascurabile. L’importanza dell’area umida e della grave minaccia a cui era sottoposta erano già ampiamente conosciute anche dal mondo scientifico, e in particolare dal Professor Bruno Foggi, del Dipartimento di biologia evoluzionistica dell’università di Firenze, che ha mappato l’evoluzione della vegetazione infestante fin dalla sua comparsa. A partire dagli anni ’90 la piccola zona umida aveva subito una rapida e progressiva invasione del canneto che nell’arco di una quindicina di anni aveva portato alla totale chiusura dello specchio d’acqua, accelerando notevolmente il processo di interrimento. Senza l’intervento del Parco Nazionale, questa zona umida, importantissima per i servizi eco sistemici che fornisce all’Isola e come oasi per gli uccelli migratori, sarebbe scomparsa. Già nella primavera 2011, quando gran parte del lavoro era stato effettuato, grazie alla presenza di ampi specchi d’acqua liberi, lo Stagnone riproponeva le splendide fioriture di ranuncolo che lo caratterizzavano in passato: uno spettacolo che non si vedeva da quasi 20 anni e che sembra testimoniare un’ottima capacità di recupero di questo biotopo. L’intera operazione di recupero è costata circa 110.000 euro ed è stata finanziata soprattutto dal ministero dell’Ambiente e dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano. Il gruppo di lavoro, composto da personale del Parco, tecnici della Nemo Srl (progettazione e direzione dei lavori), da Luca Sbrilli (rilievi geologici) e da botanici delle università di Firenze e Pisa che hanno avviato un progetto di conservazione ex situ per tutelare le principali specie vegetali presenti nel laghetto, è stata molto complessa ed ha dovuto affrontare molte difficoltà: 1) impossibilità di raggiungere il sito con mezzi meccanici; 2) presenza di acqua (profondità massima di 100-120 cm) per gran parte dell’anno; 3) fase molto avanzata dell’invasione da parte del canneto; 4) elevata fragilità dell’ecosistema umido e degli ambienti circostanti. Come spiega Michele Giunti che ha lavorato al ripristino dello Stagnone, «Tutto ciò ha condotto i progettisti ad adottare una strategia basata su fasi successive e su diverse tecniche di intervento, con tempi e modalità che permettessero di minimizzare gli effetti negativi. All’inizio quindi sono stati utilizzati mezzi meccanici di piccola dimensione, trasportati con un elicottero direttamente al sito di intervento. Le attività preliminari di svuotamento del Laghetto sono iniziate a giugno 2010; le abbondanti piogge cadute durante la primavera avevano infatti reso impraticabile l’invaso e solo a settembre è stato possibile attivare i lavori di asportazione del canneto. L’intervento è proseguito fino alla fine di ottobre per ricominciare nell’estate 2011, con la rimozione degli apparati radicali presenti nel terreno, completata alla fine di luglio. Sono poi seguiti trattamenti localizzati, mediante una miscela di erbicidi sistemici, su una esigua fascia perimetrale di canneto che non poteva essere rimossa con l’escavatore per la conformazione rocciosa del fondo». »L’intervento di recupero può ritenersi concluso e la rinascita di questa splendida gemma d’acqua incastonata nel cuore di Capraia cosa fatta – sottolinea Legambiente - ma altrettanto non si può dire per le successive fasi di monitoraggio. Il Parco nei prossimi anni dovrà controllare l’eventuale ricrescita del canneto, per congiurare una nuova colonizzazione da parte delle specie infestanti dell’unico specchio d’acqua dell’Arcipelago Toscano».

 

1. Lo Stagnone completamente invaso dal canneto prima dell’intervento (primavera 2010)

2. Il trasporto dei mezzi mediante elicottero (settembre 2010)

3. Le prime difficili operazioni di asportazione del canneto (settembre 2010)

4. L’asportazione dei rizomi sotterranei (ottobre 2010)

5. Una parte significativa del materia vegetale è stato bruciato sul posto (ottobre 2010)

6. Nella primavera successiva il laghetto presentava già splendide fioriture di Ranunculus peltatus subsp. baudotii (maggio 2011)

7. Completamento delle operazioni di asportazione del canneto e trasporto del materiale vegetale rimasto fuori dall’invaso (luglio 2011)

La Situazione attuale. Il Laghetto è tornato!

Il 5 e 6 maggio 2012 durante il Festival del Camminare presentazione del progetto ed escursione al Laghetto

 


Le Margherite di Denì

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Era tempo che Fabio diceva di andare a Macinaggio per comprare alcune Margherite dal suo amico pescatore Denì.

La tradizionale pesca delle Margherite si svolge in primavera. Nelle foto la barca di Denì con a bordo il figlio e suo padre. 

La Corsica si raggiunge da Capraia tutto l'anno con escursioni giornaliere a Macinaggio e Bastia con il Rais Dragut II 


 

ARCHIVIO Isola di Capraia: BW (dal 21 al 25 aprile 2014)

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“STOP-OVER!”

Birdwatching a Capraia, fianco a fianco con i piccoli migratori in sosta sull’isola.
Bird-trekking con l’ornitologo-guida Fabrizio Borghesi.

Isola di Capraia
dal 21 al 25 aprile 2014

L’occasione per unire vacanza, natura, cultura naturalistica.

L’isola di Capraia si trova lungo la rotta migratoria di milioni di piccoli uccelli che spinti dai tiepidi venti primaverili affrontano la traversata del Mediterraneo, cercando di raggiungere i luoghi dove sono nati, per vivere la loro stagione riproduttiva. Aver superato lo sterminato deserto del Sahara e aver affrontato in un volo non-stop il “Mare Nostrum”, li ha stremati al punto da doversi fermare per rifornirsi di energia “a rapido effetto ricostituente”. Nel magico ambiente di macchia mediterranea capita di vedere le Capinere e altri minuscoli uccelli nutrirsi freneticamente del nettare degli Asfodeli, oppure acchiappare al volo gli insetti attirati dai morbidi profumi di questo straordinario mosaico vegetale.

Noi, silenziosi osservatori, con binocolo al collo e il taccuino in tasca, ci immergeremo nei variopinti sentieri dell’isola per comprendere uno dei fenomeni più affascinanti del mondo, la migrazione degli uccelli.

PROGRAMMA delle attività

Lunedì 21 aprile

Ore 8.30 partenza del traghetto dal Porto Mediceo di Livorno per Capraia.
Dal traghetto in condizioni di visibilità favorevole e un po’ di fortuna, si possono osservare: Berta minore, Berta maggiore, Gabbiani e Sterne, Tursiope, Stenella e Balenottera comune.
Ore 11.15 arrivo all’isola – sistemazione
Ore 13.00 ritrovo in Piazza del Paese.

Escursione: Punta della Bellavista, sentiero del Reganico.

L’isola di Capraia è in gran parte ricoperta da una fitta macchia mediterranea; le poche aree prative si trovano a ridosso del paese e nell’ex Colonia Penale: i luoghi preferiti dai piccoli passeriformi migratori e da una specie molto rara: il birdwatcher.
Dalla Chiesa di San Nicola, in paese, una stradina conduce all’Elibase, vasta area pianeggiante parzialmente ricoperta da vegetazione erbacea, sicuramente una delle area migliori per il birdwatching.

Proseguendo si raggiunge il belvedere della Bellavista. Da qui lo sguardo spazia verso sud lungo le pareti dell’antico vulcano che 9 milioni di anni fa dette origine alla Capraia. La costa di levante è dominata dalle imponenti pareti rocciose che dal monte Campanile precipitano a mare verso la punta della Civitata. Le scogliere sono il rifugio per la nidificazione di uccelli marini caratteristici dell’isola come Marangone dal ciuffo, Gabbiano reale mediterraneo, Gabbiano corso, Berta minore e di uccelli rupicoli come Falco pellegrino, Gheppio, Corvo imperiale e Passero solitario. Si lascia a malincuore la Bellavista e con un sentiero “stracciamacchia” dall’intenso profumo di Elicriso, si guadagna la stradina che porta al Reganico: un sentiero di recente sistemazione caratterizzato da muretti a secco che tagliano la macchia mediterranea; un vero e proprio giardino botanico naturale dove poter osservare le specie caratteristiche della macchia mediterranea, Venturone corso, Magnanina, Sterpazzolina, Occhiocotto e i voli migratori di Falchi di palude, Rondini (anche le rossicce!) e Gruccioni in migrazione. La prima parte del sentiero passa sotto ad un panettone roccioso (Casa Muflona) dove appunto è facile osservare gruppi di Mufloni.

Rientro nel tardo pomeriggio, cena, pernottamento.


 

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Venturone corso al sentiero del Reganico (Lorenzo Dotti)

 

martedì 22 aprile

Escursione: Ex Colonia Penale, Monte Penne, Stagnone (o viceversa).

Pietre su pietre. Sono le protagoniste della Colonia, testimoni di lavoro e fatica infinita, fatta di pietre spaccate, tagliate e adagiate sulla terra a disegnare geometrie di lava che la natura si riprende con calma, senza fretta. Oggi il mirto, il lentisco, l’erica arborea, il cisto marino e la gigantesca euforbia ricoprono la parte nord dell’isola, dominata dagli estesi terrazzamenti creati dai detenuti della colonia penale, dal 1873 al 1986.

Percorreremo la vecchia strada dell’Ex Colonia Penale fino alla Lavanderia del Carcere. Salendo l’ambiente è disegnato dagli imponenti muri di pietra che delimitano i vasti terrazzi erbosi, anticamente coltivati, ed oggi pascoli per mufloni e luogo di sosta per Stiaccini e Culbianchi. Le praterie del Carcere sono un festival di Motacillidi: Cutrettole, Pispole, Prispoloni, Calandrelle e Calandri, mentre Luì e Balie “saltellano” da un cespuglio all’altro. Qualche volta capita di vedere uccelli alpini non certo comuni, come Monachella, Codirossone e Merlo dal collare! Uno sguardo in alto incrocia i veleggiatori di passaggio, saranno rapaci o cicogne questa volta? Dalla Lavanderia il sentiero si inoltra nella macchia alta di corbezzolo ed erica arborea lungo le pendici del Monte Castello, ed in breve si giunge al Monte Penne (420 m). Dalla cima una terrazza di roccia si affaccia sulla frastagliata costa occidentale che precipita sotto di noi: panorama mozzafiato sulle isole dell’arcipelago toscano, la Corsica, la costa livornese e nelle belle giornate la costa ligure. Si prosegue col sentiero fino allo Stagnone, l’unico specchio d’acqua perenne di tutto l’arcipelago toscano, di recente riportato all’antico splendore grazie ad un sapiente restauro naturalistico.

Pranzo al sacco a cura dei partecipanti.
Rientro nel pomeriggio – cena e pernottamento

Mercoledì 23 aprile

Escursione: giro dell’isola in barca

Capraia vista dal mare è senza dubbio l’isola più emozionante del Tirreno: pareti rocciose a strapiombo sul mare dalle mille sfumature cromatiche decise milioni di anni fa dal capriccioso vulcano che l’ha generata. Coste ricoperte dalla macchia in fiore, la Torre dello Zenobito che sovrasta la Cala Rossa dominio della numerosa e la chiassosa colonia di Gabbiani reali, i Marangoni dal ciuffo in volo radente, le picchiate del Falco pellegrino sugli uccelli migratori, 30 km di costa incontaminata. Non si può rinunciare a questa esperienza!

Pranzo libero.
Pomeriggio libero, dedicato a scelta al relax o al birdwatching “in surplace” presso l’elibase.


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Panorama dal Monte Penne (Lorenzo Dotti)

 

Giovedì 24 aprile

Escursione: Ex Colonia– Punta della Teja– Punta Dattero

Percorreremo il nuovo sentiero, aperto nella primavera del 2008, che dall’Agriturismo di Porto Vecchio, nell’Ex Colonia Penale, raggiunge la Punta della Teglia, estremità settentrionale dell’isola. Si tratta dell’unico sentiero “costiero” della Capraia, che nel suo saliscendi permette di ammirare nuovi e spettacolari scorci della costa nord orientale: la Cala di Porto Vecchio, la Cala della Mortola, Punta Capo e la vertiginosa Torre della Regina (torre delle Barbici) che strapiomba sulle impressionanti falesie a picco sul mare. I dintorni della Torre ospitano un colonia di Gabbiani reali mediterranei, che nidificano tra le spettacolari fioriture dell’Asfodelo e del Giglio di mare illirico. Al ritorno si riprende la vecchia sterrata del carcere fino a raggiungere gli ultimi edifici (la Mortola) e da qui in breve alla Punta del Dattero piccolo colletto arroccato con affaccio spettacolare sulla costa occidentale e su Capo Corso: Falco pellegrino, rapaci in migrazione e mufloni daranno spettacolo.

Pranzo al sacco a cura dei partecipanti.
Rientro nel pomeriggio – cena e pernottamento

 

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Giro dell’Isola in barca-Punta della Teglia (Lorenzo Dotti)

 

 

Venerdì 25 aprile

Il risveglio della natura... nella natura. Percorso breve (da concordare con i partecipanti) per vivere l’emozione unica del paesaggio dell’isola che si svela alle prime luci del giorno.

C’è un momento, che si verifica ogni giorno, in cui la natura impegna tutta se stessa: i profumi dei fiori e delle erbe officinali sono più intensi, gli uccelli locali sono più attivi alla ricerca del cibo, i loro canti a salutare l’alba si fanno cullare dalla brezza e risuonano chiari, i mufloni si attardano vicino al paese lasciandosi avvicinare. In quel momento, di solito, manca una sola specie a godersi lo spettacolo, quella umana. Noi ci saremo. Ci ritroveremo alle 5, o giù di lì, e per un paio d’ore vivremo il risveglio della natura nella natura, probabilmente catturando le foto migliori e i ricordi più vividi di tutta l’esperienza vissuta sull’isola. Al termine, tutti a fare colazione! Dopodiché qualche ora libera per prepararsi, nel modo che ciascuno preferisce, a lasciare Capraia.

Pranzo libero.
partenze del traghetto da Capraia: ore 11.45 con arrivo a Livorno alle 14.30 oppure partenza ore 19.00 con arrivo a Livorno ore 21.45

 

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Falco cuculo alla Lavanderia dell’ex Colonia Penale (Lorenzo Dotti)

 

1) Quota di partecipazione: in appartamento 250,00
La quota comprende:
- 4 pernottamenti con sistemazione in appartamenti da 4 posti letto (sistemazione in appartamenti 2 posti letto supplemento di 50
a persona)
- 4 colazioni (caffè/the/cappuccino+brioches) nel piccolo bar del Paese La Chiarantina;
- 4 cene nei ristoranti del paese/porto con menù a base di pesce;

2) Quota di partecipazione in Albergo 4 stelle: 330,00
La quota comprende:
4 pernottamenti in camera doppia/matrimoniale, (supplemento camera singola 120 euro 4 notti)
4 colazioni in Hotel
4 cene nei ristoranti del paese/porto con menù a base di pesce;

la quota non comprende: pranzo al sacco, per chi soggiorna in appartamento biancheria da letto e da bagno (possibilità di noleggio set completo:15 euro a persona), giro dell’isola in barca quota 20 euro a persona, biglietto del traghetto e tutto quanto non specificato.

IMPORTANTE: Per poter raggiungere la miglior percezione dell’ambiente e mantenere un costante contatto con la guida, si deve limitare la dimensione del gruppo. Per questo motivo, verranno accettate iscrizioni fino al raggiungimento di 15 partecipanti.

Attrezzatura consigliata: ....naturalmente il binocolo, macchina fotografica, abbigliamento mimetico, scarponcini con suola rigida, giacca a vento, zainetto, borraccia, torcia elettrica, Guida agli Uccelli d’Europa.

Fabrizio Borghesi è nato a Ravenna nel 1969.
Laureato in Scienze Ambientali all’Università di Bologna, è stato per diversi anni ornitologo presso l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ed ora esercita la libera professione occupandosi di ricerca e monitoraggio, conservazione, didattica. E’ Guida Escursionistica Ambientale, inanellatore a scopo scientifico e censitore di Uccelli acquatici svernanti. Appassionato di birdwatching fin dall’infanzia si impegna nel tempo libero a trasferire a chiunque abbia sensibilità e motivazione, quanto egli ha appreso con l’osservazione, lo studio e i molti anni di esperienza. Dal 2004 è socio fondatore e presidente dell’Associazione di promozione del Birdwatching “Ardeola” che conta oltre 60 associati.

Agenzia Viaggi Parco – Isola di Capraia - 0586/905071 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.isoladicapraia.it


 

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Ritrovamenti. Echi dell’isola di Capraia a Genova/2 Il “fascicolo fantasma” dell’ASPG

Giorgio Roster, Veduta dell'Isola di Capraia con barche di pescatori e carabinieri, inizio secolo XX (Archivio Alinari)

 

Ritrovamenti. Echi dell’isola di Capraia a Genova/2 Il “fascicolo fantasma” dell’ASPG.

 

Eccoci al secondo appuntamento della nostra rubrica dedicata ai ritrovamenti archivistici d’argomento capraiese in quel di Genova. L’archivio storico dell’omonima Provincia (in sigla ASPG) contiene un buon numero di pratiche intestate direttamente al Comune di Capraia e altri documenti concernenti l’isola si possono trovare in fascicoli diversamente titolati. Per la consultazione dell’archivio, la vecchia Provincia di Genova aveva compilato un catalogo cartaceo e creato un programma di consultazione “on line” dello stesso. Tuttavia, se tentaste di risalire ai polverosi incartamenti riguardanti Capraia ricorrendo a tali strumenti, non trovereste mai il fascicolo 14, casella 33 della categoria V “Opere Pubbliche” poiché nel catalogo (sia cartaceo che digitale) esso non compare affatto e anche la ricerca tramite PC sarebbe quindi altrettanto infruttuosa. Ma il “fascicolo fantasma” invece esiste e – piccola grande sorpresa – riguarda proprio la nostra amata isola. Il titolo del fascicolo è infatti: “Sussidio per opere pubbliche 1896-1902”. Ovviamente, chi scrive questo dossier lo ha “trovato” per puro caso, non essendo materialmente possibile, come già detto, risalire ad esso utilizzando un qualsivoglia criterio di ricerca. E il caso ha voluto che si trattasse pure di un incartamento ricco di documenti piuttosto interessanti. Quasi tutti, infatti, trattano di un tema che localmente rivestiva sicuro rilievo ossia la costruzione, sul finire del secolo XIX, di una nuova strada carrozzabile tra il porto e l’abitato di Capraia. Ecco l’elenco completo dei documenti (risalenti agli anni 1896, 1897 e 1902) che trattano tale argomento:

 

  • Ø Documento numero 1: 06 gennaio 1896, Deliberazione del Consiglio Comunale di Capraia Isola n. 1 avente ad oggetto: “Circa la costruzione di una strada comunale dal porto adducente al paese a al fonte pubblico”;

 

  • Ø Documento numero 2: 28 gennaio 1896, lettera del Sindaco di Capraia Isola al Presidente della Deputazione Provinciale di Genova avente per oggetto: “Circa la costruzione di una strada dal porto al paese”;

 

  • Ø Documento numero 3: 5 febbraio 1896: lettera del Segretario Capo della Provincia di Genova all’Ingegnere Capo della Provincia di Genova, senza oggetto (ma concernente la nota strada);

 

  • Documento numero 4: 16 marzo 1896, lettera del prefetto di Genova al Presidente della Deputazione Provinciale di Genova avente per oggetto: “Costruzione di una strada dal porto al paese”;

 

  • Documento numero 5: 20 marzo 1896, lettera del Segretario Capo della Provincia di Genova all’Ingegnere Capo della Provincia di Genova, senza oggetto (ma concernente la nota strada);

 

  • Ø Documento numero 6: 26 giugno 1896, lettera dell’Ingegnere Capo dell’Ufficio Tecnico della Provincia di Genova al Presidente della Deputazione Provinciale di Genova avente per oggetto: “Capraia (Isola). Domanda del Comune per ottenere il sussidio della Provincia nella costruzione di una strada carrozzabile dal porto all’abitato”;

 

  • Ø Documento numero 7: 9 luglio 1896, lettera del Ragioniere Capo della Provincia di Genova al Signor Deputato Provinciale Elia avente ad oggetto: “Domanda del Comune di Capraia Isola per ottenere il sussidio della Provincia nella costruzione di una strada carrozzabile dal porto all’abitato”;

 

  • Ø Documento numero 8: 9 luglio 1896, estratto del processo verbale della seduta in data 09/07/1896 della Deputazione Provinciale di Genova;

 

  • Ø Documento numero 9: 27 gennaio 1897, lettera del Presidente della Deputazione Provinciale di Genova al Sindaco di Capraia Isola avente per oggetto: “Sussidi provinciali per la nuova strada”;

 

  • Ø Documento numero 10: 10 marzo 1902, lettera del Presidente della Deputazione Provinciale di Genova al Sindaco di Capraia Isola avente ad oggetto: “Strada dalla Marina all’abitato”;

 

  • Ø Documento numero 11: 31 marzo 1902, lettera del Sindaco di Capraia Isola al Presidente della Deputazione Provinciale di Genova avente per oggetto: “Costruzione strada”;

 

Di tutti questi, il documento più notevole è certamente il numero 6. Trattasi infatti di un dettagliato rapporto redatto dall’Ufficio Tecnico provinciale dopo l’“opportuna visita” effettuata a Capraia dall’Ingegnere Capo della Provincia di Genova nella primavera del 1896. Vale pertanto la pena riportarne il testo integrale:

 

Sulla istanza del Comune di Capraia (Isola) a che la Provincia concorra nella spesa della costruzione di una strada carrozzabile che dal porto conduca all’abitato, sono opportune alcune preliminari considerazioni. Trattasi di un caso specialissimo, poiché l’isola in parola, da lunghi anni faciente parte della nostra provincia, parrebbe a rigor di legge esclusa da quei possibili benefizi che l’ente Provincia può offrire ai contribuenti. Chi esamini infatti l’art. 13 della Legge 20 marzo 1865, allegato F mal saprebbe assegnare la strada in parola alle provinciali e pur nondimeno è debito l’ammettere che essa ha una capitale importanza per gli interessi industriali, commerciali ed agricoli di questa parte della provincia in relazione anche col resto della Provincia stessa e del continente. Se invece si esamini l’art. 16 della Legge, la strada di Capraia troverebbe più agevolmente posto fra quelle comunali che dai maggiori centri di popolazione di un Comune inducono o mettono capo a ferrovie o porti. Ma tali caratteri che col favore delle Legge del 30 agosto 1868 sulle strade comunali obbligatorie, avrebbe assicurato al Comune il concorso della Provincia e dello Stato e ridottagli alla metà la competenza passiva della spesa, ora a nulla giovano essendo stata l’anzidetta legge abrogata. Il Comune di Capraia si trova quindi in oggi di fronte alla necessità assoluta di por mano alla costruzione della strada, ma non possiede gli occorrenti mezzi finanziari né li avrebbe ricorrendo a maggiori aggravi pei contribuenti scarso essendone il numero, e non trova nella legge quel soccorso che pur meriterebbe. Dell’assoluta necessità della strada in parola mi sono convinto con opportuna visita e con l’esame delle condizioni locali. Dal piccolo porto, rifugio in tempi di traversia, a bastimenti di mediocre portata, e dal circostante abitato della Marina, una mulattiera tortuosa e ripidissima superato un dislivello di metri 57 circa, conduce al capoluogo del Comune. Tale mulattiera, se non presenta i gravi pericoli segnalati dal Comune nella sua istanza, è nondimeno incomodissima e non rispondente alle esigenze crescenti del transito reso sempre più intenso dallo sviluppo che ha preso la colonia penale che risiede nell’isola, e che ne è il maggiore cespite di guadagno. Ho escluso che la mulattiera attuale sia molto pericolosa, ma non debbo tacere che allorquando per le pioggie gelate spinte dai forti venti di greco, il suo piano viabile composto di massi di trachite (materiale che costituisce l’ossatura dell’isola e che sotto l’azione degli agenti atmosferici e dell’uso si arrota) diviene sdrucciolevole, è fuor di dubbio che pericoli non possono mancare, ciò che del resto è purtroppo provato da infortuni occorsi. L’Amministrazione carceraria già più volte eccitò il Comune a rendere meno faticose, meno dispendiose e più sicure le comunicazioni fra il porto e il paese, e fece comprendere che non rifiuterebbe il suo concorso nella spesa avendovi essa interesse; trovasi infatti la direzione della colonia nell’abitato e la nuova strada la unirebbe al porto ed ai terreni che la colonia stessa coltiva e nei quali progredisce la costruzione di strade rotabili. A tale proposito ebbi io pure formali assicurazioni da un Ispettore di detta amministrazione che trovavasi per suo ufficio nell’isola; egli farà cioè al Ministero le maggiori possibili premure onde un congruo sussidio sia concesso al Comune. Mi sono altresì occupato delle modalità tecniche della strada in questione concretandone l’andamento generale d’accordo coi rappresentanti l’Amministrazione comunale e col detto Ispettore, e da tale studio di massima ho riportata la convinzione che la minima spesa necessaria raggiungerebbe circa Lire 12.000 superando così le previsioni fatte dal Comune. Ciò nella ipotesi di una strada di metri 4,50 di larghezza, con pendenza fra il 5 e il 7 per cento con una lunghezza di circa un chilometro, e sulla considerazione che la mano d’opera è a buon prezzo prestandola i condannati stessi a prezzi di tariffa, che la pietra è sul sito d’impiego, che la sabbia si può avere dal mare e la calce da Livorno e purché si usino molto limitatamente murature a secco, e ancor meno quelle in malta. Premesse tali informazioni, pregiomi di proporre che il sussidio chiesto dal Comune di Capraia venga accordato, e parmi che la mia proposta se non trova appoggio formale nella legge sui lavori pubblici, possa però trovarlo in quei sentimenti di giustizia e di equità che forse in questo caso più che in ogni altro è lecito invocare, all’isola di Capraia nessuno altro benefizio può estendersi fra quelli che alla restante provincia non mancano, all’infuori di quello in esame; nessun’altro prima d’ora le fu concesso, ed un rifiuto che oggi fosse opposto alle giuste istanze di quella popolazione oltre a risolversi in un gravissimo ed irrecuperabile danno, le darebbe altresì a credere che l’amministrazione Provinciale fosse meno sollecita del benessere di Capraia in confronto di quello d’altre parti della provincia. Ritenuto infine come sopra è detto che la spesa occorrente possa raggiungere le lire 12mila, e che il concorso dell’Amministrazione carceraria debba essere maggiore di quello della Provincia, sono di avviso che questo possa limitarsi a Lire 4.000. Tale somma sarebbe da concedersi alle seguenti condizioni: 1° Che il concorso sia fisso ed invariabile ancorché l’importo dei lavori risultasse superiore alle lire 12mila previste. 2° Che il progetto venga studiato regolarmente ed in modo definitivo, e sia approvato oltre che dall’Amministrazione Governativa, anche dall’Amministrazione Provinciale su parere dell’Ufficio tecnico. 3° Che il pagamento avvenga in due rate di lire 3mila la prima e Lire 1000 la seconda e sia cioè corrisposta la prima rata dopo un mese dal cominciamento dei lavori regolarmente accertato; la seconda rata poi a lavoro ultimato e collaudato col concorso dell’Ingegnere Capo dell’Ufficio tecnico Provinciale”.

Interessante, vero?

In realtà, avvalendoci di informazioni reperibili in un altro fascicolo dell’ASPG (n. 43, casella. 34, cat. VI), possiamo concludere il nostro articolo riportando quelle che furono le tappe principali del percorso che condusse alla realizzazione della nuova carrozzabile porto-paese. Il progetto originario della strada fu redatto dal Genio Civile nel 1905 ed i lavori iniziarono nel 1910. L’anno seguente, la Provincia predispose un nuovo progetto e, causa il lento protrarsi dei lavori principali e suplettivi, l’opera poté essere terminata e collaudata soltanto nel 1917. La spesa superò Lire 68.000 (per la precisione Lire 68.607,05, oltre il quintuplo dell’importo ipotizzato dall’Ingegnere Capo della Provincia nel 1896!). Il Governo contribuì per circa la metà della spesa (Lire 33.810,76) mentre la Provincia di Genova erogò Lire 16.905,38, esattamente la metà del sussidio pagato dallo Stato. La nuova strada era lunga 1018,54 metri con pendenza massima del 7%.

Ma, attenzione! Quello appena narrato non è un episodio storico irrimediabilmente trascorso. Al contrario, esso influenza ancora l’attualità, riferito com’è ad una strada che costituisce tuttora l’unico percorso rotabile tra il porto e l’abitato superiore di Capraia; proprio quello, cioè, che i pochi abitanti stabili e i tanti “turisti” utilizzano ogni giorno dell’anno per i loro spostamenti sull’isola.

 

Dedicato alla madre di Marida e Giovanni Bessi, recentemente scomparsa

 

FAUSTO BRIZI

Genova, 22 novembre 2017

 

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