Isola di Capraia: Approfondimenti

Daedalus 17

Il relitto Daedalus 17, un documentario di Fabio Guidi: https://youtu.be/X-WOIDL998M

Guido Gay a bordo del catamarano Daedalus ha scoperto un nuovo relitto al largo dell'Isola di Capraia. Il relitto è stato chiamato Daedalus 17
L'unica anfora Rodia (di Rodi) recuperata è stata affidata alla Dott.ssa Pamela Gambogi Archeologo Direttore Coordinatore della Sovrintendenza per i beni Archeologici della Toscana Nucleo Operativo Subacqueo

Isola di Capraia, Giugno 2015

 

 

Giornalisti Russi a Capraia

Giugno 2015

2 giornalisti russi hanno visitato Capraia nel giugno 2015. A seguito di questa visita hanno pubblicato un articolo sul numero di dicembre 2015 della rivista Russa "Italia. La vita come arte / Italia. Жизнь как искусство"

Ecco la traduzione dell'articolo grazie a Sofia Mannelli a cura di Natasha Khorkova

GAETANO GUARENTE, SINDACO DI CAPRAIA ISOLA

- Fare il sindaco sull’isola è molto più impegnativo che in città.

Primo, per la distanza dal continente – due ore e mezzo in traghetto. E in caso di maltempo la strada via mare diventa impossibile. Senza dubbio, Internet aiuta non poco, però il dialogo “di persona” è molto più importante ed efficace.

Secondo, la presenza della colonia penale in passato ci ha impedito di vivere il boom turistico negli anni 70-80, anche se proprio questo fatto ha consentito di proteggere l’ambiente naturale. Oggi la gente che arriva sull’isola cerca proprio la natura incontaminata dalla presenza dell’uomo, di sperimentare lo spirito selvaggio dell’isola.

Io dico sempre alle signore: “Dimenticate i tacchi, altrimenti non capirete mai Capraia, non riuscirete a girarla a piedi e non scoprirete le sue viste meravigliose sul mare.” Siamo in cerca di avventurieri preparati e responsabili, capaci di vivere lo spirito dell’isola in pieno relax mentale e contemporaneamente praticando attività fisica. Per questa ragione pubblicizziamo molto l’ecoturismo.

Senz’altro, dobbiamo continuare a migliorare le infrastrutture dell’isola. Per esempio, non tutti i nostri ospiti, pur essendo circondati dalle acque cristalline del Tirreno, possono liberamente praticare il nuoto: gli scogli non sono molto adatti agli anziani e ai bambini. Sarebbe opportuno attrezzare gli alberghi con le piscine.
In cambio, il mare sulla riva di Capraia è sempre più caldo rispetto alle altre isole – grazie alle correnti particolari. E poi, vogliamo parlare della pesca?!...

(pag. 50-51)

CAPRAIA

Capraia non è di facili costumi, selvaggia e riservata, non ama flirtare e non accetta i modi scherzosi. Tutto qui respira di libertà – dalle baldanzose onde che assalgono la riva al vento impregnato di sale. E’ un posto fatale, te n’innamori al primo sguardo, oppure lo rifiuti per sempre e non ci torni mai più. Non esiste un’altra scelta. L’illuminazione potrebbe arrivare anche molti anni dopo – cosi è accaduto con la moglie del sindaco di Portoferraio, la quale, all’inizio l’ha odiato, questo pezzetto di terra rocciosa, e solo dopo vent’anni, capitata qui per caso, se n’innamorata perdutamente.
Questa isola è l’opera di un antico vulcano, di cui la lava rappresa è ancora visibile nella suggestiva Cala Rossa. Sarà per questa ragione che i suoi quattrocento residenti (dei quali solo un terzo vive stabilmente sull’isola) si distingue per il loro temperamento vulcanico e carattere stoico e forte. E’ fatto così il sindaco di Capraia Isola, Gaetano Guarente, il quale abbiamo incontrato sul traghetto in balia delle grosse onde, dove noi, gente di terra, cercavamo di rimanere in piedi aggrappandoci alle poltrone nel salone e lui camminava sicuro come se non si fosse accorto del mare burrascoso. Sono fatti così anche tutti gli altri abitanti dell’isola, i quali rimangono fedeli alle proprie tradizioni e abitudini, si conoscono come il palmo della propria mano e studiano con attenzione un nuovo arrivato.
Dicono che, quando viene a mancare un isolano lontano dalla sua Capraia, la sua anima torni comunque sull’isola e che, in quell’attimo, i suoi vicini possano vederlo rientrare nella sua vecchia casa.
Invece, nel decrepito castello abita un vero fantasma – e come si farebbe senza? Precisamente, una donna, La Dama Bianca, la quale si irrita moltissimo se qualcuno disturba la sua quiete.
Il proprio nome Capraia lo deve agli elleni – “l’isola delle capre”, anche se di capre selvagge non se ne vedono molte. Così come non ci sono più i carcerati che un tempo popolavano gli enormi edifici della colonia penale (queste colonie sono state istituite anche sulle isole Montecristo e Gorgona; su quest’ultima il penitenziario è ancora attivo).
Raccontano che molti ex-carcerati avrebbero voluto rimanere sull’isola: uno di loro, dopo il rifiuto delle autorità di questo privilegio, avrebbe addirittura rapinato la piccola filiale della banca locale per prorogare la propria permanenza su questa terra benefica.
Oggi il territorio dell’ex-colonia appare suggestivo ed ospita la prima cantina sull’isola, la quale attrae gli amanti del vino italiano. Prima l’uva veniva trasportata qui dalla vicina isola d’Elba, adesso la coltivano qui in loco – sulle terrazze con muratura in pietra, le quali tagliano le pendici in righe ordinate.
Sale e iodio nell’aria si mescolano con il profumo di elicriso e mirto: quest’ultimo si usa per la preparazione di liquori e marmellate eccellenti. Nel cielo si librano le procellaria, gridando con voce “umana”. Può darsi che molto tempo fa proprio questi versi abbiano generato il mito delle sirene, le quali toglievano la vita ai marinai con il loro canto ipnotico.
Sui 10 chilometri di riva di Capraia è disponibile solo una spiaggia, ma neanche questa rimane accessibile, se non una volta ogni qualche anno, quando il mare si decide di rendere all’isola la stretta riga di sabbia.
Gli abitanti si scelgono le pendici rocciose: si crogiolano sotto il sole come languide lucertole e ogni tanto si buttano senza paura nelle acque cristalline di color turchese. Oppure con le loro barche da pesca vanno verso ovest, fino alle grotte, dove si nasconde l’acqua dolce e i corpi controluce diventano fluorescenti ed azzurri.
A Capraia si sta bene in vacanza in qualsiasi stagione: durante l’inverno, per godere della solitudine condivisa solo con la natura che non di rado regala giornate miti e piene di sole anche nei mesi più freddi; in primavera, per osservare la fioritura dell’isola e l’annuale rito dell’inanellamento degli uccelli migratori; e in estate, per raccogliere e preparare le piante medicinali, assaporando il loro profumo aromatico e ammirando le grigie silhouette delle altre isole su un orizzonte insolitamente alto. Infine, durante l’autunno – per partecipare alla Sagra del totano, dove sono fritti, bolliti, cotti a vapore, farciti, preparati in mille modi diversi, ognuno dei quali sorprenderà il vostro palato. Sarà inoltre possibile prendere parte alla gara di pesca e provare a pescare i totani da soli – le regole permettono la pesca con la seppia da riva o in barca, anche in yacht. Il pescato di ogni gareggiante sarà pesato per definire il vincitore.
La cosa più importante è accettare di vivere in balia dei capricci del mare. Se domani il traghetto non arriva a prendervi per via del cattivo tempo, non bisogna prendersela e considerarlo come un fato infelice, ma un’opportunità fortunata che vi permetterà di prolungare il vostro soggiorno sull’isola ancora per un po’. Semplicemente, Capraia non vuole lasciarvi andare... (*)

(*)N.d.T. Conosco uno che la nave l’ha persa per ben quattro volte....!!!!....Ed in questo caso è stata la nave ad essere in balia dei capricci di quest’uno!...

 


Isola di Capraia: Il sentiero per Porto Vecchio

La Cala di Porto Vecchio di raggiunge con un sentiero che parte dall'omonima diramazione del vecchio carcere. Si parte dalla chiesetta dell'Assunta al Porto e si prosegue per la strada che si inerpica nei territori dell'Ex Carcere. Dopo circa 40 minuti si arriva all'Agriturismo Valle di Porto Vecchio e dopo poco si incontra il cartello che segnala l'inizio del sentiero per la Teglia. Ancora 100 metri di sentiero e si gira verso destra direzione Cala di Porto Vecchio.

Il sentiero corre in parte lungo una vecchia tubatura di un pozzo che si trova poco sopra il mare tra moltissime piante di Mirto. La spiaggia è sassosa ed il fondale dopo pochi metri è tutto di sabbia.

I lavori di sistemazione definitiva sono stati eseguiti dalle scuole del progetto "Scuole Outdoor in rete". Il sentiero è stato inaugurato il 3 giugno 2012

 

Capraia sotto il governo delle Compere di San Giorgio (1506-1562)

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Capraia sotto il governo delle Compere di San Giorgio (1506-1562)
di Roberto Moresco

1. Capraia tra la signoria dei De Mari e le Compere di San Giorgio

Il fondo del Banco di San Giorgio (Primi Cancellieri, Cancellieri, Cancelleria) dell’Archivio di Stato di Genova contiene un’abbondante documentazione, elativa al periodo in oggetto, che chiarisce le motivazioni del passaggio dell’isola di Capraia dal dominio dei De Mari di Capocorso a quello diretto delle Compere di San Giorgio (d’ora in avanti Compere) e dell’inserimento della stessa nel sistema difensivo della Repubblica di Genova (d’ora in avanti Repubblica) quando la minaccia dei corsari turchi e barbareschi e dell’alleanza turco-francese diventa sempre più pressante, non solo sulla Corsica ma anche sulle Riviere e in generale su tutto lo scacchiere del Tirreno settentrionale.

L’isola di Capraia entra nella zona d’influenza dei De Mari quando essi con Ansaldo, ammiraglio di Federico II, s’impadroniscono del Capocorso a metà del XIII secolo, ed essa entra a far parte ufficialmente dei loro domini nel secondo decennio del XV secolo con Simone De Mari. I De Mari di
Capocorso, che avevano la loro residenza ufficiale nel castello di San Colombano, oggi Rogliano, pur mantenendo stretti legami con Genova, godevano di una notevole libertà d’azione che mantennero anche quando la Repubblica cedette nel 1453 la Corsica alle Compere con le quali nello stesso anno firmarono
un atto di sottomissione e di vassallaggio [...]

Questo articolo è stato pubblicato in Atti della Società Ligure di Storia Patria, Vol. XLVII-Fasc.I, Genova 2007, pp. 357-428.

Leggi il testo integrale (formato PDF)


Isola di Capraia: Un altare protocristiano?

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In Paese ai piedi del Castello (Forte san Giorgio) una parete di roccia presenta delle nicchie. Si tratta di un altare protocristiano?  A Capraia ci sono testimonianze di questa fede antica ed alcuni anni fa sempre nei pressi del Castello è stata ritrovata una struttura ipogea (sotterranea) con analoghe nicchie. Ovviamente si tratta solo di ipotesi.

Vedi: Scavi archeologici sotto il Castello

 

 

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