Isola di Capraia: Un campanile ed un portico per la chiesa della Madonna del Porto

Sample ImageLa chiesa della  Madonna del Porto ha origini antichissime. Essa fu parzialmente distrutta da Dragut nel 1540 e quindi per alcuni anni, durante la costruzione della Fortezza, fu utilizzata come magazzino. Una diecina d’anni dopo, con il contributo di Genova, i Capraiesi restaurarono la chiesa.
Nel 1620 i Capraiesi decidono di eseguire dei lavori per migliorare la chiesa, chiamata la Madonna di Capraia, alla quale sono molto devote anche le genti di passaggio e i naviganti.
Il 2 maggio la Comunità si riunisce in assemblea, alla presenza di Vincenzo Botto, Commissario e Capitano di Capraia, e dei Padri del Comune, davanti al corpo di guardia della Fortezza. Durante l’assemblea 52 capifamiglia sottoscrivono l’impegno a pagare ciascuno una somma variabile tra le due e le venticinque Lire, per un totale di Lire 98. Il giorno 11 maggio, in una successiva assemblea, altri sei capifamiglia si impegnano a versare, al raccolto, un contributo in zucche di vino, per un valore pari a Lire 27. IL Cancelliere del presidio redige la lista dei sottoscrittori e del loro singolo impegno. Il 15 maggio parte da Capraia, con il suo liuto, Giovanni Sussone, uno dei Padri del Comune, nominato procuratore della Comunità, per portare a Genova la lista dei sottoscrittori e la seguente supplica:

“Avendo noi uomini di Capraia molta devozione a questa Madonna del Porto, abbiamo raccolto delle elemosine dai passeggeri e barcaroli di passaggio. Poichè vogliamo che la chiesa della Madonna sia ben mantenuta, avendo già fabbricato un portico ed altre cose per il decoro di detta chiesa, essendo ora la nostra comunità formata da molte persone, avendo un solo prete, la maggior parte di noi ha deciso di costruire un campanile e delle stanze, nelle quali possa abitare qualche altro religioso, frate o prete, come più piacerà alle Signorie Vostre. Io Giovanni Sussone, a nome di tutti gli uomini della lista allegata, Vi supplico di prestare i denari che i sottoscrittori, al momento poverissimi, si sono impegnati a ripagare entro cinque anni,  in modo che si possa finire il suddetto campanile secondo quanto esposto dal Sig. Commissario.”

Il Commissario affida al Sussone una sua lettera, indirizzata al Magistrato di Corsica a Genova nella quale fa presente che, con  i soldi raccolti dai Massari, i Capraiesi vogliono costruire un portico attaccato alla facciata della chiesa per maggior comodità dei Governatori di Corsica che vengono a visitare l’isola e per il ristoro delle persone di passaggio. I Capraiesi hanno già iniziato, con molta fatica, la costruzione di un muro attorno alla chiesa, alto 6 palmi e lungo 260, che quasi la circonda tutta, ed altri lavori all’interno che la rendono di maggior devozione e le danno maggior lustro. Il Commissario, in accordo con i Massari, chiede quindi il permesso di costruire, vicino al coro della chiesa, un campanile alto 60 palmi, comprese le fondamenta, con le mura spesse 3 palmi. Alla base sono previste delle stanze lunghe e larghe 18 palmi ed alte 12. Le stanzeSample Image serviranno una per sacrestia, due per due sacerdoti ed una quarta per un laico; sopra le stanze vi sarà il sito per le campane. Essendo ormai la popolazione dell’isola di 322 anime, un solo prete non è più sufficiente, poichè trovandosi l’isola in mezzo al mare possono accadere molte cose, tali da impedire la celebrazione del culto divino. Il campanile completerà la chiesa e sarà un grande acquisto per l’isola e permetterà di mostrare i miracoli fatti dalla Madonna. Il Commissario non vuole iniziare la costruzione del campanile senza espressa autorizzazione del Magistrato, ai quali suggerisce anche che vengano destinati a Capraia dei religiosi e che sul campanile venga posto uno stemma della Serenissima Repubblica di Genova, per evitare che il Vescovo di Massa Marittima possa rivendicare dei diritti ecclesiastici su detta chiesa. Il Commissario, inoltre, raccomanda al Magistrato di esaudire le preghiere di Giovanni Sussone in modo che si possa quanto prima dare inizio alla costruzione del campanile.
Il 10 giugno 1620 ritorna da Genova Giovanni Sussone portando la brutta notizia che il Magistrato ha negato il permesso di costruire il campanile. Subito il Commissario  ordina di sospendere i lavori.  
A seguito del veto di Genova per la costruzione del campanile, i Capraiesi probabilmente decidono di costruire un campanile di dimensioni ridotte, come risulta da un disegno del 1722 dove si vede la chiesa con un portico ed un piccolo campanile.
Il portico e il muro che circondava la chiesa furono probabilmente abbattuti nel XVIII secolo quando fu realizzata la nuova strada che dal porto passava davanti alla chiesa, attraversava il vado, per poi, con tre rampe, salire verso San Leonardo.

 

 

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Roberto Moresco

Nota: Il palmo è pari a metri 0,248. La zucca è un’unità di misura del vino, che deve il suo nome al fatto che, per piccoli usi, il vino veniva tenuto nelle zucche vuote ed essicate. Il Magistrato di Corsica, organo della Repubblica di Genova, gestiva gli affari relativi al “Regno di Corsica e dell’Isola di Capraia”.
Queste notizie e il disegno provengono da alcune lettere del fondo Corsica dell’Archivio di Stato di Genova. [le foto documentano lo stato attuale]

 

Vedi anche:  Ex voto marinari - Video: Fiori (versione lunga)

 

La manutenzione ed il recupero dei sentieri di Capraia. L'Impegno della Comunità montana

Capraia, 16 Aprile 2007 

La Comunità Montana ha inviato oggi un gruppo di operai specializzati per recuperare il sentiero che và dalla punta sud dell'isola al monte Arpagna. Per 4 giorni oltre al recupero del sentiero provvederà anche alla manutenzione del percorso dal monte Arpagna fino al paese. Il gruppo è stato accompagnato in gommone fino alla Cala del Moreto. Nelle foto che seguono potete vedere la partenza dal porto di Capraia, l'arrivo al Moreto, lo sbarco con tutte le attrezzature e, nel tardo pomeriggio, il ritorno in porto.

Si può anche ammirare la Torre dello Zenobito che si staglia nel cielo blu.

Vedi anche: La Cala Rossa  


 

La fioritura del Cisto Marino

Capraia, 15 Aprile 2007 

E' iniziata la fioritura del Cisto Marino.

Il Cisto marino (Cistus monspeliensis) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Cistaceae tipico delle associazioni floristiche cespugliose o arbustive mediterranee.

La pianta ha un portamento cespuglioso ed eretto, alta da 50 a 120 cm, con corteccia bruna. Le foglie sono lineari-lanceolate, sessili, tomentose e collose al tatto, con margine revoluto.

I fiori sono riuniti in piccoli racemi, hanno simmetria raggiata e diametro di 1,5-2 cm. Il calice è composto da cinque sepali liberi, disuguali. La corolla è composta da 5 petali liberi, di colore bianco, con una piccola macchia gialla alla base. L'androceo è composto da numerosi stami con filamenti brevi, inseriti sul ricettacolo. L'ovario è supero, sormontato da un breve stilo.

Il frutto è una capsula ovoidale, contenente più semi.

Il Cisto marino è una tipica pianta mediterranea piuttosto comune nelle associazioni cespugliose degli ambienti mediterranei, specialmente in zone soleggiate e aride. Si adatta bene a condizioni pedologiche difficili, vegetando su suoli sterili, grossolani e dotati di scarsa potenza. Vegeta nella macchia mediterranea bassa, nelle sporadicamente nella gariga, spesso in prossimità delle zone costiere.

E' il tipico rappresentante della macchia a cisto, associazione monofloristica o a larga prevalenza a cisto che si estende spesso su vaste superfici, indice di degradazione della vegetazione mediterranea. Ricopre facilmente le aree percorse da incendi in quanto i semi hanno la capacità di resistere alle alte temperature, permettendo alla specie una rapida colonizzazione dell'area.

Il cisto marino ha un ciclo vegetativo autunno-primaverile, con attività vegetativa intensa nel periodo primaverile, che culmina con la fioritura nei mesi di aprile-maggio. Nel periodo estivo entra in riposo vegetativo a causa delle condizioni siccitose proibitive riprendendo l'attività solo con le piogge autunnali. Durante il riposo estivo l'habitus diventa tipicamente xerofitico, perdendo buona parte del fogliame. Per questo motivo la macchia a cisto ha una tonalità grigio-bruna in estate determinata dalla colorazione della corteccia.

Fonte: Wikipedia

Foto di Fabio Guidi 

 

 

Il Marangone dal ciuffo in primavera

Capraia, Aprile 2007 

Ecco alcun foto di esemplari adulti e giovani scattate a Capraia in primavera. Sono osservabili spesso al largo della punta nord dell'isola sugli scogli delle formiche.

 

Vedi anche: Il Marangone dal ciuffo

 

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